Con la spesa prevista di 154.000 euro (96.000 finanziati dal Gal, 58.000 stanziati dalla giunta), è stato approvato in via definitiva il recupero della cartiera di Villanova, patrimonio storico e culturale risalente al 1300. I lavori inizieranno entro l’anno. Come previsto dal protocollo d’intesa siglato dal comune di San Michele (redattore del progetto) e dal Consorzio di bonifica tra Livenza e Tagliamento (proprietario della cartiera), viene previsto il recupero urbanistico dell’intero sito naturalistico situato a nord del territorio comunale (superficie di 9.300 mq) in cui si incrociano percorsi pedonali ed una fitta vegetazione che rinchiude i resti del manufatto. Dell’ex cartiera saranno dunque ricostruite le facciate, la copertura e il solaio intermedio; saranno poi installati i serramenti e costruita una passerella sopraelevata in legno che collegherà l’accesso e l’edificio. Essendo infatti collocata in un’area golenale tutelata dal piano particolareggiato del Tagliamento, l’ex cartiera è parzialmente soggetta all’esondabilità dello stesso fiume: il passaggio sopraelevato costituirà pertanto un accesso sicuro anche in presenza di questi fenomeni naturali.
Il sito produttivo risale al 1300 come molino, diventato in seguito cartiera ed infine, tra il 1899 ed il 1960, centrale idroelettrica. Il suo massimo sviluppo avviene nella produzione di carta nel XVI secolo, sotto la spinta dell’editoria veneziana che in questo periodo attraversa la maggiore prosperità: tra il 1526 e il 1550 infatti la Serenissima produceva il 74% dei libri in Italia. E sarebbe stato proprio uno dei maggiori stampatori veneziani, il nobile Pietro Francesco Barbarigo, a riconoscere nel sito del molino le caratteristiche per la trasformazione di una più redditizia cartiera. La produzione di carta fu tuttavia avviata dopo la sua morte dalla famiglia Mocenigo. Nei registri parrocchiali si trovano ancora i nomi degli artigiani che ci lavorarono. Nel 1899 l’ultima trasformazione: il ricco possidente Vittorio Biaggini assume l’impegno di fornire l’illuminazione elettrica, previo pagamento di un canone, ai comuni di San Michele, Latisana e San Vito al Tagliamento producendo corrente dall’ex cartiera trasformata in centrale idroelettrica. «L’idea è quella di creare un’oasi naturale che porterà, in tempi abbastanza brevi, alla nascita di un turismo didattico e culturale - dichiara il sindaco Sergio Bornancin - Turismo che giunga nella zona della cartiera attraverso 12 km di piste ciclabili e pedonali del Parco del Tagliamento, che partono dal faro di Bibione e attraversano tutto il comune sino ad arrivare a Villanova e poi in Friuli». |
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