Ripensare il sistema turistico in grande, non più a livello di singole località ma di vaste aree territoriali, puntando al contestuale miglioramento delle infrastrutture e dei servizi: queste alcune delle soluzioni alla crisi che da qualche anno sta coinvolgendo il comparto balneare, emerse nel corso del convegno organizzato ieri a Bibione dall'Unione comunale dei Ds di San Michele al Tagliamento. A partecipare, in qualità di relatori, esponenti di specifici ambiti istituzionali e professionali che hanno portato il loro contributo in materia di turismo: "Un tema - come lo ha definito l'assessore provinciale Enza Vio, coordinatrice dei vari interventi - di grande rilevanza per il nostro territorio". A partecipare anche il deputato Andrea Martella ed il senatore Fabio Baratella, che hanno garantito il loro impegno in un settore tanto determinate per l'economia non solo regionale, ma anche nazionale. "Il singolo non è più sufficiente - ha esordito il presidente della Provincia di Venezia Davide Zoggia - le diverse realtà turistiche, pur nel rispetto delle rispettive tradizioni e peculiarità, devono lavorare insieme ed unire le forze. Si deve garantire inoltre massima attenzione all'ambiente, alla qualità dei servizi e al facile raggiungimento dei luoghi di vacanza, con collegamenti rapidi alle spiagge grazie anche ad una penetrazione a pettine della metropolitana di superficie, in grado di raggiungere Jesolo, Eraclea, Cavallino e, superando l'ostacolo delle valli, Caorle e Bibione".
"Non è possibile - ha aggiunto il presidente provinciale della Camera di Commercio Massimo Albonetti - che un turista con 6 giorni di vacanza a disposizione ci metta solo un'ora e mezza per arrivare all'efficiente aeroporto di Venezia e perda invece altre 3 ore per arrivare alle spiagge: è necessaria una riprogettazione delle infrastrutture. La località, poi, si vende nel suo complesso: una classificazione degli appartamenti eviterebbe dislivelli nella qualità dei servizi offerti".
Inevitabile, parlando di turismo, un riferimento alla recente riforma che ha coinvolto le Aziende di promozione turistica, definita "coraggiosa" dal presidente dell'Apt della Provincia di Venezia Alessandro Peruch: "L'offerta oggi dispersa va concentrata - ha spiegato Peruch - questa riforma va nella giusta direzione: oltre a risparmiare risorse, garantirà un miglioramento dell'offerta, facendo squadra per vincere la nuova sfida del turismo". "La striscia di sabbia bagnata dal mare è molto comune, e si trova anche in paesi in via di sviluppo dove tutto ha un prezzo inferiore - ha proseguito il presidente della Federalberghi Veneto Marco Michielli - lo scorso anno la Croazia ha raggiunto i 50milioni di presenze, moltissime se si calcola che tutto il Veneto ne ha registrate 57milioni. Non possiamo battere questi paesi mantenendo i prezzi bloccati, o a breve non avremo più margini per fare investimenti. Possiamo uscire sul mercato solo con un marchio forte come "costa veneziana", senza perdere l'ospitalità veneta che rappresenta un nostro vantaggio competitivo".
Il nuovo brand territoriale è stato sostenuto anche dall'assessore provinciale al Turismo Danilo Lunardelli: "Anche se esistono delle difficoltà dovute ad un passato di promozione attuata sempre singolarmente, le varie località devono vedere nella "costa veneziana" l'ambito dove operare e proporsi come parti di un'unica area immediatamente riconoscibile. Solo così il turismo balneare, oggi in crisi, potrà mantenere l'attuale mercato, espandersi e migliorare la propria offerta. Dall'ambiente all'enogastronomia - ha concluso Lunardelli - le potenzialità di certo non mancano".
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